Fuor dalle Mura - di Filippo Messori
Dai recenti articoli di cronaca, e dalle nostre stesse attività serali, noi Giovani Democratici apprendiamo che una nuova emergenza appare, sempre più prepotentemente, nel teatro cittadino: la convivenza dei modenesi con la vita notturna.
Problematiche causate dalla movida, oramai non più recentissimo fenomeno che interessa in linea di massima sia le zone del centro storico (via Gallucci e Piazza Pomposa), che gli happening serali più prettamente estivi, come i bar dei viali, o come quelli dei parchi Ferrari e Amendola, o come il Baluardo e l'antistante piscina Dogali.
Ci si trova di fronte a situazioni critiche, per la quantità di umanità presente in queste aree, e per le caratteristiche degli svaghi, ossia rumori, sporcizia, ed episodi di maleducazione, senza contare qualche tafferuglio, dovuto spesso all'abuso di alcool in situazioni, per così dire, già "congestionate".
Ce n'è, nemmeno a dirlo, abbastanza per rendere, a chi abita nelle suddette zone, la vita difficile.
Le proposte per arginare questo dilagante "baccanale" si sono sprecate nel corso dei mesi: a poco, comunque, sono servite, dalle ordinanze antialcool, a quelle antibivacco.
Non sono servite perchè impossibili da applicare, impossibili da seguire, assolutamente prive di senso pratico ed anche di equità: ad esempio, l'ordinanza antialcool è stata la rovina dei piccoli commercianti, che, pur piccole, rimangono sempre attività aperte e funzionanti.
In pratica, passati due giorni dalla promulgazione, tutto tornava rapidamente come prima.
Ciò indica una sola cosa: che fossero profondamente sbagliate.
La maleducazione non è tollerabile, ed il caos deve essere positivo, non distruttivo.
Semplicemente, pensiamo che senza un tentativo di oliare la macchina sia stupido ed avventato demolirla.
Per poter essere rigidi, bisognerà concedere qualcosa, ed impegnarsi a regolamentare le criticità della movida, non ostinarsi di eliminarle.
Cosa peraltro impossibile: qualcuno che, legalmente od illegalmente, si ubriacherà o si drogherà ci sarà sempre.
Per questo, la restrizione degli orari, le zone di pertinenza, lo spostamento addirittura in aree fuori "le mura", sono proposte fasulle, errate, orribili.
Le rigettiamo in toto, senza se e senza ma.
I divieti li lasciamo a chi si riempie la bocca con Modena e la Modenesità, per poi giocare tutto l'anno a rovinare la festa ai modenesi stessi, vecchi e nuovi.
Noi siamo liberali, e progressisti: noi sviluppiamo. Noi siamo diversi.
Le nostre proposte sono poche, e semplici:
- costruzione di bagni pubblici.
- obbligo per ogni esercizio di servire con bicchieri di plastica, o bottiglie e bicchieri di vetro con cauzione per il vuoto a non meno di €3,00.
- aumento dei servizi di smaltimento rifiuti, e più bidoni della nettezza urbana.
- permettere agli esercizi gestiti prevalentemente da extracomunitari, per chiarezza i classici alimentari o kebab bar, di tenere aperto, e di commerciare anche alcolici seguendo le medesime regole sopradescritte.
- aumento dei servizi di vigilanza.
- possibilità di aumentare gli orari di apertura fino all'una durante i giorni infrasettimanali.
Una breve spiegazione punto per punto:
- la maleducazione di chi minziona in strada è dovuta anche al fatto che le file per i bagni dei locali sono spesso interminabili, ed in giro non ci sono altri servizi, nè fissi, nè chimici. Già come soluzione provvisoria un paio di wc chimici risolverebbero molti disagi. Anche perchè così facendo le forze dell'ordine avrebbero mani più libere per sanzionare eventuali incontinenti.
- la sporcizia è un problema, e la sicurezza non da meno: alcune birre però van bevute in vetro. lo esigerebbe la loro qualità. Ed il vetro inquina meno. Con una discreta cauzione per il reso, come si fa già in parecchi posti nel nord europa, la gente riporterebbe i vuoti: si recupererebbe vetro, si sporcherebbe meno, e se qualche fenomeno volesse proprio lasciare i cocci si fianco alle auto in sosta ci rimetterebbe quasi i soldi per un'altra birra.
- ciò che si è descritto appena sopra andrebbe coadiuvato con un aumento dei contenitori, che sono pochi e si riempiono subito, e con magari un servizio di recupero del vetro a beneficio dei maggiori oneri dei gestori.
- se le suddette attività vengono incentivate, possono crescere, creando integrazione ed amalgama con altre. Il coinvolgimento potrà ripercuotersi positivamente sulla qualità degli stessi servizi, dando occasioni anche a categorie meno agiate, che comunque investono in un area poco appetita in ambito commerciale.
- con queste regole, un qualche servizio di vigilanza in più farebbe comodo, per i piccoli spacciatori, e per il rispetto dell'educazione civica nonchè dell'ordine. Il comune potrebbe fare finalmente un giro di vite verso i delinquenti senza timore di esagerare con chi semplicemente si diverte.
- gli orari di apertura sono stretti. Un locale serale non può chiudere a mezzanotte. Non ci sarà una ripercussione sulla rumorosità, perchè i problemi legati ad essa rimango per lo più nei fine settimana, venerdì sera e sabato sera. Già la domenica la movida scema verso le 22.00.
Noi quindi vorremmo regolare: vorremmo provare a dare la possibilità di fare bene, per poi poter punire più adeguatamente chi fa male.
Vorremmo creare, assieme a queste realtà, un sistema responsabile, dove ognuno possa prendersi le proprie responsabilità.
La movida dà linfa alle attività commerciali, e sempre più persone scelgono di abitare in centro.
I giovani vedono il divertimento e lo svago cittadino sempre più legato al cuore della nostra città.
E' un fatto nuovo, che va coltivato.
Ne va della tradizione, vecchia e nuova, ne va dell'anima della città.
Modena si riprende la gioventù, è un fatto nuovo rispetto a tre decenni fa, dove al contrario si fuggiva.
E' una questione di identità, di e di buonsenso.
Togliere gente dalla strada porta solo zone d'ombra, che si infettano di criminalità e desolazione.
Stiamo guarendo da esse, perchè bramarne una ricaduta?
Rimbocchiamoci le maniche, invece.
Insieme.


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