Molocal meets At The Soundawn

















Voi siete stati un gruppo di punta della scena Modense e lo siete ancora. Già partendo da quel "dag dal gas" sulla portiera dell'auto del chitarrista si vedeva un certo attaccamento alla zona. Che rapporto avete con la scena locale? 

"Dag dal gas!" bellissimo! Era un particolare che avevo quasi dimenticato!
Intanto ti ringrazio per l'ospitalità che ci concedi sul tuo blog.
Che dire? Modena è il luogo in cui siamo cresciuti, in cui le nostre esperienze umane e musicali si sono incrociate, fino a fare di noi quello che siamo oggi. Credo che in un certo qual modo si possa riconoscere un ché di emiliano nel nostro approccio verso la musica, dall'autoironia dissacrante degli inizi, fino alla ricerca della sincerità delle emozioni nell'ultimo periodo. Come un bicchiere di buon lambrusco per intenderci.
Siamo molto legati a bands come Donkey Breeder o Able To Be, con le quali siamo cresciuti, ma a parte questo devo confessare che non ci riteniamo molto inseriti nella scena locale, anche perchè oramai per noi purtroppo Modena non offre più grandi occasioni di crescita. 

 
So che avete avuto qualche cambio di formazione e il vostro genere è evoluto. Cosa determina secondo voi la crescita di un gruppo? Che consigli dareste alle band locali? 

Sì abbiamo un nuovo cantante, Luca, di Firenze, che ha sostituito Mirco, inoltre abbiamo integrato e stiamo cercando di integrare diversi nuovi elementi: tromba, percussioni, sostituiti per basso e batteria. Senza contare l'apporto fondamentale del Paso, che ci ha registrato nel suo Studio 73 di Ravenna, e che segue la nostra evoluzione fin dai primi anni : è un pò il sesto membro della band. Insomma stiamo diventando una sorta di collettivo tosco-emiliano-romagnolo, un triangolo del maiale che sembra dare risultati orecchiabili.
La crescita di un gruppo è difficile da riassumere in una formula, per noi significa certamente cercare di essere autocritici e democratici. Sono dell'idea inoltre che la crescita come gruppo non possa prescindere dalla crescita individuale di ciascuno dei suoi membri, e non mi riferisco solo all'aspetto tecnico del suonare, ma anche allo sviluppo degli orizzonti personali e della percezione della muscia d'insieme. Per far crescere un gruppo ciascuno deve portare qualcosa di suo da condividere con gli altri, ed essere pronto allo stesso tempo a non avere preconcetti su ciò che gli altri hanno da offrire. Dopodiché si tratta di suonare, suonare, suonare, ascoltarsi, suonare, suonare ecc.
Alle bands di Modena paradossalmente consiglierei di uscire da Modena. Viaggiare, conoscere gruppi di altre città, scambiarsi date. Certo questo, essendo di Modena è molto difficile, visto che i posti in cui suonare da noi sono pochi e quelli che pagano gli artisti ancora meno. Purtroppo secca ammetterlo ma Modena per un certo tipo di musica non ha mai avuto un gran pubblico, e suonare sempre davanti ai tuoi pochi amici che ti vengono a vedere un pò per dovere non ti porta da nessuna parte.

Siete partiti dai soliti "localini" eppure so di tour europei e produzioni di livello. In un certo senso portate modena in giro...e un po modena vi segue. Qualche pensiero sul come vedete modena e la scena locale nel suo complesso

Siamo orgogliosi di poter "esportare" la nostra musica, e con questo contribuire magari a far guadagnare più considerazione all'estero per la scena italiana, e modenese in particolare. Tuttavia, come ti dicevo prima, Modena e l'Italia in generale sono territori abbastanza ostici per il nostro genere. Il nord e l'est Europa mostrano molto più interesse verso ciò che suoniamo, e soprattutto hanno una concezione della muscia dal vivo e del rapporto con gli artisti che si esibiscono che qui in Italia, in tanti anni, abbiamo trovato solo in rarissime occasioni.
Parlando della scena locale, Modena ultimamente mi sembra attraversata da diversi fermenti artistici, e mi pare che nel suo piccolo la scena abbia prodotto esperienze di gruppi e persone che si stanno facendo notare nei loro campi. L'unico difetto che ho sempre avvertito nel corso degli anni, è stato una certa chiusura della scena su sé stessa, quando invece tutti quelli che hanno avuto modo di far sentire più alta la loro voce sono proprio quelli che hanno superato i suoi confini e hanno cominciato a tessere collaborazioni con altre realtà stimolanti. Il mio auspicio per chi come noi cerca di  sviluppare la propria dimensione artistica a Modena, è di riuscire a scrollarsi di dosso un pò del provincialismo che ci caratterrizza e allo stesso tempo d'essere capace di fare tesoro della sua identità.

Se mi permetti concludo con un pò di pubblicità visto che l'uscita del nuovo album "Shifting" è prossima (15 Marzo). Nell'attesa invito te e i lettori del blog ad ascoltare la preview "Mudra" sul nostro myspace (http://www.myspace.com/atthesoundawn)  e a farvi qualche ghignata con i video report delle registrazioni dell'album che LifeforceAudiodrome.it stanno pubblicando settimanalmente.

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